mercoledì, febbraio 20, 2008
Dieci impiccagioni in un giorno
Dieci impiccati in un solo giorno. Il drammatico bilancio delle esecuzioni capitali in Iran viene riferito dall'agenzia Fars. Sei uomini sono stati giustiziati nel carcere di Zanjan, nel nord-ovest del Paese, dopo essere stati condannati per una serie di rapine a gioiellerie nel bazar della città. Altri quattro, riconosciuti colpevoli di omicidio, sono saliti sul patibolo nel carcere di Evin a Teheran. Le impiccagioni odierne portano ad almeno 48 il numero delle esecuzioni capitali dall'inizio dell'anno nella Repubblica islamica, dove la pena di morte è prevista per diversi reati, tra i quali l'omicidio, la rapina a mano armata, il traffico di droga, la violenza carnale, l'apostasia, l'adulterio e la "sodomia". Nel 2007, secondo fonti di stampa, sono state 298 le esecuzioni capitali, un dato già in forte aumento rispetto alle 177 registrate da Amnesty International l'anno precedente. Molte sono state lo scorso anno le impiccagioni sulla pubblica piazza, ma con una decisione del 30 gennaio scorso il capo dell'apparato giudiziario, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, ha ordinato di procedere di regola con le esecuzioni in carcere, salvo casi espressamente autorizzati da lui stesso.
lunedì, febbraio 04, 2008
Alla conquista dello spazio

Dopo il nucleare l'Iran entra anche nella corsa allo spazio. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha assistito al lancio del razzo di prova per il trasporto del primo satellite interamente costruito in Iran battezzato Omid (speranza) che sarà inviato in orbita a marzo del 2009. La competenza necessaria per lanciare satelliti in orbita potrebbe indicare un progresso della tecnologia missilistica che potrebbe allarmare alcune potenze occidentali preoccupate dalle ambizioni nucleari di Teheran.
giovedì, gennaio 24, 2008
Il mondo colorato di Nazanin
E' uno dei prodotti migliori dell'arte contemporanea. A dispetto della giovane età (è nata in Iran nel 1981) Nazanin Pouyandeh è da un po' nel mirino della critica internazionale. Le sue opere sono una scintilla che scocca in un mondo dove l'arte è al primo posto. Racconta storie di tutti i generi (dalla solitudine dell'individuo, alla società di massa alle incursioni nella politica. L'artista ha recentemente presentato parte dei suoi lavori in una mostra collettiva di giovani emergenti ospitata da "Aeroplastics". Il sito Le immagini
lunedì, gennaio 14, 2008
Khatami: "Gli Usa ci minacciano"
Dopo il durissimo discorso di ieri del presidente degli Stati Uniti George Bush, che ad Abu Dhabi aveva dichiarato che l'Iran minaccia la sicurezza di "tutte le nazioni del mondo", arriva oggi la replica da Teheran per voce dell'ex presidente riformista Mohammad Khatami. "Gli Usa ci stanno minacciando continuamente. Bush insulta, minaccia, offende il nostro Paese e vuol far credere ai nostri vicini che l'Iran è per loro un pericolo", ha detto Khatami ricevendo a Teheran una delegazione della commissione Esteri della Camera italiana guidata dal presidente Umberto Ranieri.Il contenzioso sul nucleare iraniano può essere risolto ''attraverso il dialogo, ma senza precondizioni'', cioè senza che Teheran debba accettare di sospendere l'arricchimento dell'uranio, come chiestogli dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Lo ha detto oggi l'ex presidente riformista Mohammad Khatami ricevendo a Teheran una delegazione della commissione Esteri della Camera italiana, guidata dal presidente, Umberto Ranieri. Khatami, più prudente del presidente Ahmadinejad nel braccio di ferro con l'Occidente, ha tuttavia sottolineato che sul diritto dell'Iran ad accedere all'arricchimento non vi sono divisioni all'interno del regime. ''Ci possono essere affermazioni più aspre rispetto al passato - ha detto - ma tenete presente che la nostra posizione non è cambiata''. Ieri l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha detto che è stato raggiunto un accordo in base al quale Teheran si è impegnata a fornire entro quattro settimane le risposte necessarie per dimostrare che il suo programma non ha fini militari. Ma nessun cenno è stato fatto a tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che hanno chiesto anche una sospensione dell'arricchimento. ''Siamo pronti a fornire tutte le garanzie - ha detto Khatami - ma dobbiamo avere accesso alla possibilità di produrre combustibile per le nostre centrali''. Cioè uranio arricchito. L'Iran aveva accettato una sospensione temporanea dell'arricchimento sotto la presidenza Khatami, dal 2003 al 2005, nell'ambito di trattative in corso con Francia, Germania e Gran Bretagna per risolvere la disputa sul nucleare. ''In quei negoziati - ha affermato Khatami - avevamo raggiunto risultati importanti e potevamo risolvere il problema, ma gli europei hanno perso quell'occasione''. E ora, ha aggiunto, ''gli Usa ostacolano'' ogni sforzo per una soluzione negoziata. (Ansa)
sabato, dicembre 29, 2007
Maradona invitato a Teheran
Che Diego Armando Maradona fosse un sostenitore dei nuovi movimenti latinoamericani che sognano un mondo migliore e hanno portato alla ribalta personaggi come Lula, Evo Morales, Hugo Chavez, Rafael Correa, Nestor Kirchner e molti altri lo sapevamo da tempo. Che fosse un amico speciale di Fidel Castro, pure. Adesso, dopo aver dichiarato nei giorni scorsi che si vorrebbe tatuare l'effige del presidente del Venezuela Hugo Chavez, il “Pibe de Oro” ha fatto scomodare anche la potente e influente comunità ebraica argentina con una nuova uscita delle sue: vuole conoscere il presidente iraniano Mahammud Ahmadinejad. La svolta è arrivata quando nei giorni scorsi un incaricato dell'ambasciata iraniana di Buenos Aires ha invitato a Teheran Maradona. Dopo aver espresso la sua solidarietà al popolo iraniano, Diego ha accettato di buon grado l'invito.
mercoledì, dicembre 26, 2007
Gli auguri di Ahmadinejad al Papa
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha inviato un messaggio di auguri a Benedetto XVI, "in occasione dell'anniversario della nascita di Gesù Cristo che è messaggero di amore, amicizia, giustizia e spiritualità nell'avvento del Nuovo Anno". Lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale iraniana 'Irna', sottolineando che Ahmadinejad ha espresso la speranza che il 2008 sia "l'anno dell'eliminazione dell'oppressione, delle violazioni e delle discriminazioni e quello della pace, dell'amicizia e del rispetto dei diritti dei popoli". Nella sua lettera al "leader dei cattolici del mondo, il presidente iraniano ha scritto che il mondo attuale ha un disperato bisogno delle linee guida dei profeti di dio, più che in qualsiasi altro momento nella storia" si legge nel lancio dell'Irna. Ahmadinejad ha poi espresso l'auspicio che "il nuovo anno cristiano porti pace e tranquillità alla comunità internazionale sulla base della giustizia e della spiritualità". Non si conoscono i contenuti della risposta di Ratzinger ma è prassi che, come fanno notare fonti bene informate, il pontefice risponda a "tutti i messaggi di auguri che gli pervengono da leader politici e religiosi".Gesù è uno dei più importanti profeti per i Musulmani e in Iran la sua figura è particolarmente venerata. Gli sciiti, che nella Repubblica islamica sono oltre il 90 per cento, credono che Gesù tornerà sulla Terra nel giorno del Giudizio al fianco del loro dodicesimo Imam, ritenuto scomparso, per portarvi la giustizia divina.
lunedì, dicembre 17, 2007
Il blog del presidente

Sempre detto che Ahmadinejad è un personaggio unico. Leader degli oscurantisti più tosti, che vorrebbero relegare l'Iran al medioevo culturale, il presidente ha sempre amato le nuove tecnologie. Da tempo ha aperto un sito ufficiale, ma non era altro che una vetrina propagandistica. Adesso è andato oltre, ha aperto addirittura un blog personale. E fa proprio il blogger, aprendo i commenti a tutti, anche a chi lo insulta e gli augura una "morte lenta". Chiunque di noi può lasciare un messaggio e non è cosa da poco per uno degli uomini che hanno in mano i destini del mondo. Ricordo che Pipistro gli scrisse a proposito di una ragazza condannata e lui rispose, di suo pugno, promettendo di interessarsi al caso. Non voglio fare confronti, ma provate a scrivere non dico a Bush ma a Napolitano, se ci riuscite. Ahmadinejad è talmente alla pari che nei giorni scorsi ha visto oscurato anche il suo blog per un giorno, come tutti gli altri blog iraniani, dai suoi stessi servizi di sicurezza, come riporta un articolo del Corriere. Sullo spazio del presidente di Teheran c'è di tutto, compresi i link all'informazione, e anche post dedicati alla libertà. Lui ha soprattutto un pallino: quello di parlare agli altri, ai nemici. C'è un messaggio al popolo americano e financo gli auguri di Natale ai cristiani. Ha ragione probabilmente quel maestro di Giorgio Bocca che s'interroga questa settimana sull' Espresso su chi siano oggi i nemici. I nemici oggi, ipotizza, sono quelli con cui non puoi fare affari. E' vero se pensiamo che gli Stati Uniti si considerano alleati dei sauditi che finanziano il terrorismo. Ahmadinejad lo ha capito bene e forse nessuno si è reso conto che qualcosa sta cambiando se il numero due di al Qaeda lo accusa pubblicamente di essere "pappa e ciccia" con Bush, cioè il diavolo. Al Zawahiri nell'ultimo proclama è chiarissimo: "è stato l'Iran ad aiutare gli americani in Iraq". A questo punto, è difficile capire (lo sostengo da tempo) dov'è il bene e dov'è il male.
domenica, dicembre 16, 2007
Vittoria censurata
Il mensile iraniano Zanan torna su un avvenimento che i mezzi d'informazione locali hanno quasi ignorato: la qualificazione della nazionale femminile di calcio alle finali della Coppa d'Asia, poi vinta dalla Giordania. Battendo l'India quattro a uno, a ottobre, le giocatrici iraniane sono comunque entrate nella storia del paese, scrive Amir Alizadeh, uno dei pochi uomini che scrive su Zanan. Eppure giornali e tv hanno coperto l'avvenimento solo con qualche breve notizia corredata da foto d'archivio. Ma anche volendo non avrebbero potuto fare diversamente: le autorità di Teheran hanno fatto di tutto per impedire che trapelasse qualunque immagine. Anche alle fotografe è stato impedito di entrare allo stadio e le tifose erano perquisite minuziosamente per evitare che facessero entrare qualche cellulare con fotocamera. Tutte queste precauzioni per un solo motivo: le giocatrici indiane non indossavano una tenuta islamica, e far circolare immagini di donne in calzoncini è impensabile per l'opinione pubblica iraniana, anche se le calciatrici di Teheran avevano scelto una divisa più castigata.
martedì, dicembre 04, 2007
Ora anche la Cia smentisce Bush
Lo dico da un posto doloroso come Kabul, dove la guerra non è solo una parola da usare nelle strategie politiche ma è stampata sulla pelle della gente, e anche dei soldati occidentali che spesso ci rimettono la vita. Sulla storia dell'Iran ho espresso da tempo e più volte il mio pensiero. Lo ribadisco in sintesi: attaccare Teheran significherebbe dare ad Ahmadinejad la patente pericolosissima di leader del Grande Islam in un'eventuale, disastrosa "guerra santa". Dialogare significa invece aiutare la metà del popolo iraniano, che contrasta il fondamentalismo, ad uscire dal medioevo culturale. Insomma, sarebbe un errore politico (per non parlare dell'aspetto umanitario) devastante, ancor più di quello irakeno, nato proprio da un falso. Non sono soltanto i benpensanti a sostenere che l'Iran non costituisce un pericolo immediato e dunque un attacco sarebbe gratuito, ma ora anche i servizi segreti americani al completo. Mentre Olmert soffia sul fuoco, Bush fa orecchie da mercante. Va per la sua strada, come se tutto l'orrore non fosse sufficiente. C'è un solo sistema: bisogna lasciarli soli sulla strada della follia e non fare l'errore di seguirli come a Baghdad. Perchè da soli sicuramente non si muoveranno. E se lo facessero, se ne assumerebbero per intero le responsabilità. Compreso il rischio serio di una ritorsione di tipo terroristico.
Due anni dopo aver affermato che l'Iran era impegnato in una corsa contro il tempo per dotarsi di un'arma nucleare, l'intelligence Usa ha compiuto un netto dietrofront. Un rapporto che raccoglie le conclusioni della Cia e delle altre 15 agenzie d'intelligence americane, afferma che Teheran ha interrotto il programma nell'autunno 2003, sotto l'effetto della pressione internazionale. Il rapporto, inviato dai servizi segreti al Congresso, aggiunge che l'Iran continua ad arricchire uranio e teoricamente potrebbe sviluppare un'arma tra il 2010 e il 2015. Ma nel complesso la Cia manda un segnale rassicurante, che provoca un grattacapo alla Casa Bianca, dove solo lo scorso ottobre il presidente George W.Bush ha sollevato lo spettro della 'Terza Guerra Mondiale' se il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non viene fermato. Gli uomini del presidente sono entrati in azione pochi minuti dopo la diffusione del rapporto: "E' una conferma che eravamo nel giusto ad essere preoccupati", ha sostenuto il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Hadley, aggiungendo che le conclusioni dimostrano la necessità di "continuare a mantenere la pressione internazionale" sull'Iran. Da Doha, dove partecipa - primo presidente iraniano ad essere invitato - ad un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Ahmadinejad ha fatto sapere che il dossier nucleare iraniano "é chiuso", aggiungendo che la questione del nucleare "é giunta al termine" e che l'Iran "non si sente assolutamente minacciato. Ansa.it L'arsenale fantasma, come in Iraq
Due anni dopo aver affermato che l'Iran era impegnato in una corsa contro il tempo per dotarsi di un'arma nucleare, l'intelligence Usa ha compiuto un netto dietrofront. Un rapporto che raccoglie le conclusioni della Cia e delle altre 15 agenzie d'intelligence americane, afferma che Teheran ha interrotto il programma nell'autunno 2003, sotto l'effetto della pressione internazionale. Il rapporto, inviato dai servizi segreti al Congresso, aggiunge che l'Iran continua ad arricchire uranio e teoricamente potrebbe sviluppare un'arma tra il 2010 e il 2015. Ma nel complesso la Cia manda un segnale rassicurante, che provoca un grattacapo alla Casa Bianca, dove solo lo scorso ottobre il presidente George W.Bush ha sollevato lo spettro della 'Terza Guerra Mondiale' se il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non viene fermato. Gli uomini del presidente sono entrati in azione pochi minuti dopo la diffusione del rapporto: "E' una conferma che eravamo nel giusto ad essere preoccupati", ha sostenuto il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Hadley, aggiungendo che le conclusioni dimostrano la necessità di "continuare a mantenere la pressione internazionale" sull'Iran. Da Doha, dove partecipa - primo presidente iraniano ad essere invitato - ad un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Ahmadinejad ha fatto sapere che il dossier nucleare iraniano "é chiuso", aggiungendo che la questione del nucleare "é giunta al termine" e che l'Iran "non si sente assolutamente minacciato. Ansa.it L'arsenale fantasma, come in Iraq
mercoledì, novembre 07, 2007
"Abbiamo tremila centrifughe"
Le tre risoluzioni fin qui votate dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu che chiedono all'Iran di sospendere l'arricchimento dell'uranio, non hanno per Teheran «nessun valore». Lo ha detto oggi il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad in un discorso a Birjand, nell'est del Paese. L'Iran ha conseguito uno degli obiettivi-chiave del proprio programma nucleare, dotandosi di tremila centrifughe per l'arricchimento dell'uranio, fase preliminare rispetto alla produzione vera e propria di energia atomica ha annunciato Ahmadinejad. «Abbiamo ormai raggiunto le tremila centrifughe», ha proclamato in tono trionfante davanti alla folla l'oltranzista presidente iraniano, sottolineando come un risultato di tale portata sia stato realizzato a dispetto delle pressioni internazionali su Teheran affinchè ponesse fine alle attività in campo nucleare, e nonostante le sanzioni imposte in due successive occasioni alla Repubblica Islamica dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La soglia di 3.000 centrifughe rappresenta un modulo che permette teoricamente, e a condizione di funzionare in modo ottimale, di ottenere in meno di un anno uranio altamente arricchito sufficiente per una bomba atomica.
domenica, novembre 04, 2007
venerdì, novembre 02, 2007
domenica, ottobre 28, 2007
Baradei: "Nessuna prova"
Il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) Mohammed Baradei ha detto oggi di non avere alcuna prova che l'Iran stia cercando di produrre un'arma nucleare. Baradei, in una intervista alla CNN, ha detto "di non avere alcuna informazione su un programma nucleare militare iraniano in corso in questo momento". Secondo Baradei le recenti prese di posizione americane sull'Iran "non fanno che gettare benzina sulle fiamme". Il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha poi criticato Israele per il raid aereo sulla Siria dicendo che se Tel Aviv aveva informazioni su attività nucleari clandestine di Damasco avrebbe dovuto farle avere alla sua agenzia. Baradei, in una intervista alla Cnn, ha detto che "ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna informazione su presunte attività nucleari clandestine della Siria". "Non approvo il comportamento israeliano. Non è questo il modo di fare le cose. Esiste un sistema: se paesi hanno informazioni su un programma nucleare di altri paesi devono farcelo sapere - ha detto Baradei - Abbiamo l'autorità per inviare ispettori sul posto". "Prima bombardare e poi denunciare, come ha fatto Israele, non è la strada giusta - ha detto Baradei - Il risultato è di minare il sistema esistente e di non portare alcuna soluzione". Secondo i media Usa il raid aereo israeliano, effettuato con l'assenso degli Stati Uniti, avrebbe distrutto il 6 settembre scorso una installazione nucleare che la Siria stava costruendo con l'aiuto della Corea del Nord.
venerdì, ottobre 26, 2007
Rugby con il velo
giovedì, ottobre 25, 2007
Nuove sanzioni americane
Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi nuove sanzioni contro Teheran designando le forze della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, Al Quds, come responsabili della proliferazione di armi di distruzione di massa per il loro sostegno al terrorismo. Le misure restrittive annunciate dal Dipartimento di Stato e dal Tesoro, nel tentativo indurre Teheran a rinunciare al programma nucleare, riguardano oltre venti compagnie iraniane, banche ed individui, comprese le forze militari. Secondo quanto anticipato da New York Times e Washington Post queste sanzioni permetteranno alle autorità statunitensi di fare pressione anche su centinaia di compagnie estere che fanno affari con i militari iraniani. Le misure congelano ogni asset finanziario dei militari iraniani che si possa trovare negli Stati Uniti e di chiunque faccia affari con loro, spiega l'agenzia Bloomberg. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro Teheran sono contrarie alla legalita' internazionale.
mercoledì, ottobre 24, 2007
Le mani sporche di sangue

Mani sporche di sangue e slogan pacifisti hanno accolto il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, al suo arrivo al Congresso, a Washington, dove ha tenuto un intervento sulla situazione in Iraq, Iran e sul conflitto mediorientale. La dimostrante è stata subito allontanata ... gentilmente dalle forze di sicurezza dall'aula della Commissione esteri della Camera dove il segretario di stato ha parlato dei maggiori problemi internazionali, definendo la politica dell'Iran "forse la maggiore sfida" alla sicurezza degli Stati Uniti. La sequenza
martedì, ottobre 23, 2007
Negoziati a Roma
Said Jalili e Ali Larijani, il capo negoziatore iraniano sul nucleare e il suo predecessore, sono arrivati a Roma per colloqui cruciali con Javier Solana, responsabile della politica estera comune della Ue. E intanto un piccolo giallo è sorto sul ritorno in Iran del presidente Mahmud Ahmadinejad da una visita in Armenia, che secondo fonti della presidenza armena è stata inaspettatamente accorciata, mentre Teheran smentisce. L'incontro con Solana avviene tre giorni dopo la sostituzione di Larijani a capo dei negoziatori, per la quale l'Iran non ha fornito alcuna spiegazione. Solana rappresenterà nei colloqui tutto il gruppo dei 'cinque piu' unò, cioé Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania, che alla fine di novembre potrebbero decidere sanzioni pesanti contro Teheran nel caso non venissero ritenute soddisfacenti le informazioni fornite per fare piena chiarezza sul suo programma nucleare. L'incontro avviene una settimana dopo lunghi colloqui riservati avuti dal presidente russo Vladimir Putin a Teheran. Proprio per l'importanza del momento, secondo l'agenzia francese France Presse, che cita fonti diplomatiche, Ahmadinejad avrebbe accorciato la visita a Ierevan, che era in corso da ieri e avrebbe dovuto concludersi comunque oggi. Ahmadinejad, fanno notare fonti dell'ufficio stampa della presidenza armena, avrebbe dovuto visitare oggi il memoriale del genocidio armeno e la Moschea Blu di Ierevan, dopo avere incontrato ieri il presidente armeno Robert Kocharian. Ma secondo la France Presse avrebbe voluto rientrare prima del previsto a Teheran a causa della "situazione politica" interna e dei negoziati sul nucleare.Teheran ha smentito la circostanza. Mojtaba Samareh Hashemi, uno dei consiglieri più vicini ad Ahmadinejad, che lo accompagnava nel viaggio a Ierevan, ha affermato che "il presidente ha portato a termine il programma della visita ed è ripartito secondo i tempi prestabiliti".
domenica, ottobre 21, 2007
Ahmadinejad a New York
New York, 24 settembre 2007, al Continental, dove è scesa tutta la missione iraniana, il presidente Ahmadinejad riceve una delegazione di rabbini americani. "Sembra un paradosso - dicono - considerate le posizioni negazioniste ed anti israeliane dell'Iran, ma il rabbino Wiess è un antisionista, considera lo Stato di Israele un errore ed è di casa a Tehran" e così risponde alle domande di rito: "non è vero che il presidente Ahmadinejad neghi l'olocausto, è una bugia dei sionisti". C'è già chi ha detto che pensare che tutti gli ebrei siano sionisti è come pensare che tutti gli islamici siano talebani. E ancora, alla domanda - più che altro un'affermazione - "ma Tehran minaccia di distruggere israele?" Le prime parole del rabbino sono lapidarie: "non è vero" . Intervistato al Continental il presidente Ahmadinejad prende atto di essere arrivato a New york "in mezzo alle polemiche e alle proteste" e osserva: "siamo appena arrivati per partecipare all'Assemblea delle Nazioni Unite, siamo venuti qui in pace assieme a tutti gli altri capi di stato per scambiare e confrontare i nostri e i loro punti di vista". Poi, parlando della visita che avrebbe voluto rendere sul luogo degli attentati dell'11 settembre 2001, gli viene chiesto: "perchè vuole andare a Ground Zero? I parenti delle vittime la considerano un'offesa". E risponde: "voglio andare lì per rendere onore alle persone che lì sono state uccise e da lì lanciare se possibile un messaggio di pace per tutti gli essere umani, questo vorrei". (Tg3 e altro) Pipistro 24 settembre 2007
Truppe inglesi in territorio iraniano?
Le forze speciali britanniche sono entrate in Iran diverse volte negli ultimi mesi, nell'ambito di una guerra segreta combattuta al confine iraniano contro la Guardia rivoluzionaria iraniana al Quds. Lo riferisce oggi il domenicale britannico 'Sunday Times', che cita fonti della difesa di Londra.Ci sono stati inoltre almeno una mezza dozzina di intensi scontri a fuoco tra le forze speciali Sas e contrabbandieri di armi, al confine tra Iran e Iraq. I militari iraniani hanno anche sparato alcuni colpi di mortai in territorio iracheno. Un plotone delle Sas sta conducendo delle operazioni al confine iraniano nelle province di Maysan e Bassora con altre forze speciali australiane e statunitensi. L'obiettivo è quello di fermare il contrabbando di armi, in particolare di missili terra-aria e di componenti per la costruzione di ordigni.
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