lunedì, maggio 21, 2007

Bicicletta al femminile

L'Iran fabbricherà delle biciclette islamiche per le donne, concepite per dissimulare il più possibile le forme. Lo riferisce il quotidiano governativo Iran. "La bicicletta comprende una cabina che coprirà metà del corpo della ciclista", precisa il quotidiano che cita anche uno dei responsabili del progetto, Elaneh Sofali, secondo il quale "questo permetterà di incoraggiare lo sport femminile. A metà degli anni '90 Faezeh Hashemi, presidente della Federazione sportiva femminile e figlia dell'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani, fece una dura lotta perché fosse garantito alle ragazze il diritto di andare in bicicletta. Alcuni gruppi di integralisti arrivarono ad aggredire fisicamente giovani donne su due ruote in un parco di Teheran, e la stessa Faezeh fu insultata apertamente. Oggi l'uso della bicicletta è consentito alle ragazze, che però se ne servono praticamente solo in qualche parco con piste ciclabili, come del resto gli uomini.

venerdì, marzo 02, 2007

Un'isola per sole donne


AREZOU (Iran) - Sarà il primo luogo dove probabilmente le donne iraniane, che vivono sotto il duro regime fondamentalista degli ayatollah, si sentiranno libere, nel quale potranno evitare di indossare il velo e fare il bagno in costume. E' l'isola d’Arezou che secondo quanto scrivono i media iraniani diverrà la prima isola riservata a sole donne. L'isola d'Arezou, che letteralmente significa "desiderio", si trova al confine con la Turchia e sarà dedicata esclusivamente ai bisogni delle donne: nessun uomo potrà mettere piede in questo luogo e tutti i trasporti e le installazioni avranno personale unicamente femminile. In Iran già esistono luoghi turistici e spiagge nelle quali è proibito l'ingresso agli uomini, ma mai un'intera isola era stata riservata alle sole donne. La decisione delle autorità locali è stata accolta positivamente anche dal grande capo religioso iraniano, l'ayatollah Ali Khamenei che ha sottolineato che questa scelta non è contraria alle leggi della sharia. Entusiasti della decisione anche gli amministratori locali, convinti che questa trasformazione farà crescere il turismo nell'isola. «L’isola di Arezou, una delle 102 sul lago di Oroumiyeh, sarà attrezzata solo per le donne» ha commentato al giornale locale Teheran Emrouz un amministratore dell'isola che si chiama Aghai. «Non ci sarà alcun uomo sull'isola è ciò farà crescere il turismo». Ma tra i commentatori internazionali c'è già chi storce il naso e si chiede se la nuova iniziativa sarà realmente un paradiso turistico per donne o presto si tramuterà in un nuovo esempio di segregazione sessuale. Questo dilemma non sembra interessare gli amministratori del posto: «La costruzione di alberghi, piccoli ristoranti e centro medici sotto la gestione delle donne sarà la caratteristica dell’isola e renderà ricco il paese» ha commentato il rappresentante municipale Aghai. Francesco Tortora Corriere.it

martedì, gennaio 23, 2007

Irruzione americana in Iraq

Teheran protesta per l’irruzione avvenuta all’alba dentro il consolato iraniano a Erbil, in Iraq.I soldati statunitensi hanno fatto irruzione alle prime luci di giovedì dentro l’edificio e hanno arrestato cinque impiegati. La notizia del raid è stata data dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, che citava fonti del proprio ministero degli Esteri. L’incursione americana è stata riportata per prima da una radio curda e confermata dalla tv irachena Al Iraqiya,. La tv iraniana, che citava il corrispondente a Baghdad, nel darne notizia ha aggiunto che l’ambasciata di Teheran a Baghdad ha già inviato una lettera ufficiale al ministero degli Esteri iracheno chiedendo la liberazione immediata dei cinque impiegati arrestati. Secondo il racconto fatto dalla tv satellitare curda Kurdsat che citava una fonte del Partito Democratico del Kurdistan Iracheno i soldati Usa sono entrati sparando in aria e hanno arrestato tutti i dipendenti del consolato iraniano che si trovavano nell’edificio. Secondo l’agenzia Irna oltre agli arresti gli americani avrebbero anche sequestrato materiale dagli uffici, tra cui i computer.

domenica, dicembre 24, 2006

Rispetto


Ieri a Tehran, il venerdì è iniziato con gli auguri di buon Natale a tutti i cristiani del mondo e ai cristiani iraniani, in particolare. Tuttominuscolo

Rispettare la propria fede e la propria cultura è il primo passo per accettare quella degli altri. Conoscere senza pregiudizi può aiutare a trovare strade comuni per educare alla pace. I musulmani rispettano e riveriscono Gesù (la pace sia su di lui). Lo considerano uno dei più grandi messaggeri di Dio al genere umano. Il Corano conferma la sua nascita virginale. Il Corano descrive la nascita di Gesù come segue: “Quando gli angeli dissero: ‘O Maria, Dio ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell'altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti.’ Ella disse: ‘Come potrò avere un bambino se mai uomo mi ha toccata?’ Disse: ‘È così. Dio crea ciò che vuole. Se decide una cosa dice solo ‘Sii!’ ed essa è.’ (Corano, 3:45-47)

domenica, dicembre 03, 2006

La campionessa

L'iraniana Atousa Pourkashiyan riflette sulla prossima mossa durante una gara di scacchi agli Asian Games di Doha.

venerdì, novembre 17, 2006

Pronti a collaborare

L'Iran è pronto a collaborare con la comunità internazionale sui più importanti dossier mediorientali. E' quanto scrive il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad in una lettera inviata al premier Romano Prodi e consegnatagli dal vice ministro degli Esteri di Teheran Jalili. La lettera è stata recapitata durante l'incontro che stamani Jalili ha avuto a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio e con il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Lo si apprende in ambienti governativi. Prodi e D'Alema - riferiscono le stesse fonti - hanno ribadito al vice ministro degli Esteri iraniano che la legittima aspirazione dell'Iran a vedersi riconosciuto un ruolo di potenza regionale va esercitata attraverso l'assunzione di un ruolo responsabile, manifestando una piena disponibilità a cooperare per risolvere i problemi più rilevanti dell'area. L'Iran insomma, hanno sottolineato Prodi e D'Alema, deve usare il suo peso e la sua influenza in prospettiva di una piena stabilizzazione della regione. Un canale di dialogo con Teheran va benissimo, hanno concluso il premier e il ministro degli Esteri, ma la dirigenza iraniana deve impegnarsi chiaramente in questa direzione.

Preghiera

martedì, novembre 14, 2006

Parlerà agli americani

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha dichiarato che invierà un messaggio agli Stati Uniti. Senza fornire, però, dettagli sui contenuti. "In America molti mi hanno chiesto di spiegare la posizione della nostra nazione, questo accadrà presto - ha detto - noi distinguiamo chiaramente fra il popolo e il governo americano, e riteniamo che l'amministrazione abbia gravemente danneggiato l'immagine degli americani nel mondo". L'annuncio è arrivato arriva dopo le crescenti pressioni sull'ammministrazione Bush, perché venga aperto un dialogo con Teheran sulla stabilizzazione dell'Iraq. Ahmadinejad ha però riaffermato che la Repubblica islamica non rinuncerà al suo programma nucleare: Washington, invece, chiede la sospensione dell'arricchimento dell'uranio come condizione per avviare contatti diretti. Il presidente iraniano ha avvertito che Teheran non si piegherà nemmeno di fronte alle sanzioni: "Le grandi potenze hanno tentato di impedire al nostro popolo di esercitare i propri diritti in materia nucleare, con l'aiuto di Dio e la resistenza del popolo, l'Iran è ormai riuscito a dominare completamente il ciclo del combustibile nucleare e il tempo gioca a nostro favore". "Quest'anno spero di poter avere una grande celebrazione per la nuclearizzazione dell'Iran", ha aggiunto. Anche in questo caso, senza precisare di cosa si tratti. Infine, Ahmadinejad si è rivolto anche ai democratici americani. Invitandoli a non cercare, dopo la vittoria elettorale, di perseguire gli stessi obiettivi dei repubblicani "sotto un'altra copertura": in questo caso, ha minacciato, "la loro sorte sarebbe peggiore" rispetto a quella di chi siede oggi alla Casa Bianca.

lunedì, novembre 13, 2006

Nessuna prova

"Confine Iraq-Iran - Dalla fine di agosto, i comandanti britannici nei deserti del lontano sud-est dell'Iraq stanno accertando una delle più gravi accuse indirizzate dagli Stati Uniti contro l’Iran, cioè che esso sta segretamente fornendo armi e mezzi, finanziamenti e addestramento per gli attacchi contro le forze guidate dagli Usa in Iraq. Alcune centinaia di soldati britannici, avendo a disposizione niente di più delle loro Land Rover modificate e veicoli blindati leggeri, sono andati nel deserto all’inizio di quelli che, secondo gli ufficiali britannici, sarebbero stati mesi di pattugliamenti allo scopo di scoprire il traffico illecito di armi dall’Iran o qualche prova di esso.C’è soltanto una cosa.“Io sospetto che lì non ci sia niente", ha detto il mese scorso il tenente colonnello David Labouchere, parlando in un campo allestito per la notte nei pressi del confine. “ E ho intenzione di provarlo”.Altri alti capi delle forze armate britanniche avevano parlato in modo altrettanto esplicito in alcune interviste nei due mesi precedenti. Diversi ufficiali superiori delle forze armate hanno detto che la Gran Bretagna, le cui forze hanno avuto la responsabilità per la sicurezza nel sud-est dell’Iraq dall’inizio della guerra, non ha trovato nulla che supporti la tesi degli americani che l’Iran sta fornendo armi e addestramento in Iraq. “Io stesso non ho visto alcuna prova" di sostegno armato da parte dell'Iran in Iraq "che sia sostenuto o istigato dal governo, e penso che non ne esista alcuna", ha detto il Segretario alla Difesa britannico, Des Browne, in una intervista a Baghdad alla fine di agosto." segue di Ellen Knickmeyer Washington Post

domenica, novembre 12, 2006

Il dossier sull'uranio

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha accusato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu di comportamento "vergognoso" per avere aperto un dossier a proposito del programma nucleare di Teheran. "E' vergognoso - ha affermato Ahmadinejad - che il Consiglio di Sicurezza apra un dossier e minacci Paesi che vogliono produrre combustibile nucleare a fini pacifici nel rispetto delle regole e dei regolamenti". Ahmadinejad parlava a Teheran nella cerimonia inaugurale della settima conferenza generale dei Parlamenti asiatici. Il sestetto di Paesi che conduce in prima persona il confronto con Teheran, cioè Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania, stanno cercando faticosamente un accordo sulle misure da adottare nei confronti dell'Iran, che ha ignorato una richiesta del Consiglio di Sicurezza di sospendere entro il 31 agosto scorso le attività del ciclo di arricchimento dell'uranio.Lungi dall'accettare di sospendere le attività legate all'arricchimento dell'uranio l'Iran porterà avanti un progetto per aumentare a 3.000 entro il prossimo marzo il numero delle centrifughe supersoniche usate a questa bisogna. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Mohammad Ali Hosseini. Attualmente l'Iran ha a disposizione in un sito a Natanz 328 centrifughe suddivise in due cascate di 164 ciascuna.

venerdì, novembre 10, 2006

Contro le sanzioni

Il negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani, ha dichiarato stamani a Mosca che l'Iran "riesaminerà" le sue relazioni con l'Aiea, l'agenzia sull' energia nucleare dell'Onu, se l'Onu adotterà la bozza di risoluzione sulle sanzioni a Teheran proposta degli europei, senza le "modifiche" proposte dalla Russia. Lo riferiscono le agenzie russe. "Noi rivedremo i nostri rapporto con l'Aiea se le Nazioni Unite accetteranno la risoluzione della troika europea (la cosiddetta Ue-3: Gran Bretagna, Francia, Germania) senza prendere in considerazione gli emendamenti proposti dalla Russia", ha dichiarato Larijani, citato dall'agenzia Interfax. La bozza di risoluzione, che prevede sanzioni contro l'Iran per non aver congelato l'arricchimento dell'uranio, è stata presentata nei giorni scorsi al Consiglio di sicurezza al Palazzo di Vetro da Gran Bretagna, Francia e Germania, incontrando però l'opposizione della Russia, che ha proposto alcune modifiche in senso meno punitivo per Teheran. Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, è da stamani a Mosca, dove ha in programma di incontrare il collega russo Igor Ivanov e forse anche il ministro degli esteri Serghiei Lavrov, per trattare proprio sul dossier nucleare.

giovedì, novembre 09, 2006

Rompere il monopolio


"La maggioranza dei Paesi del mondo" appoggia l'Iran nel suo braccio di ferro con l'Occidente sul nucleare, perché vogliono che "sia spezzato il monopolio di certe potenze sull'energia nucleare". Lo ha detto oggi la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, in un discorso tenuto durante una visita a Semnan, città 200 chilometri a est di Teheran. "L'Iran - ha affermato Khamenei, citato dall'agenzia Irna - continuerà con forza su questo cammino onorevole". Khamenei ha sottolineato che la maggioranza dei Paesi del mondo "loda e incoraggia la nazione iraniana dal profondo del cuore perché essa resiste coraggiosamente". Teheran ha ignorato una richiesta del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di sospendere entro il 31 agosto scorso l'arricchimento dell'uranio ed ha anzi aggiunto una catena di 164 centrifughe supersoniche ad un'altra uguale già esistente. Tuttavia i Paesi del sestetto che portano avani in prima persona il confronto con la Repubblica islamica, cioé Russia, Cina, Usa, Francia, Gran Bretagna e Germania, non sono ancora riusciti ad accordarsi sulle iniziative da adottare nei confronti di Teheran, con la Russia e la Cina che si oppongono all'adozione di sanzioni. Al termine delle prime consultazioni informali del Consiglio di Sicurezza sul progetto di risoluzione europea per le sanzioni all'Iran e a seguito di una successiva riunione del gruppo Cinque più Uno (i cinque membri permanenti del Consiglio più la Germania) resta il disaccordo sugli strumenti punitivi da adottare nei confronti di Teheran. La riunione informale degli ambasciatori del gruppo Cinque più Uno si è conclusa senza passi avanti. L'ambasciatore cinese Wang Guangya ha definito "non conclusive" le discussioni e parlato di "divergenze inconciliabili". Ma il suo collega russo Vitaly Churkin, pur confermando il disaccordo, ha detto che non si tratta di "divergenze fondamentali". Il dibattito riprenderà alla fine della settimana secondo fonti diplomatiche.

La storia di Zahra


In Iran Zahra Amir-Ebrahimi è piuttosto famosa. È infatti una delle interpreti di un serial televisivo di successo, decisamente morigerato, come richiedono i canoni iraniani. Un programma dove le donne appaiono coperte dal velo islamico. Eppure l'attrice si è trovata al centro di un vero scandalo a luci rosse e nel giorni scorsi un giornale ha dato la notizia del suo tentato suicidio. Tutto nasce da un video pornografico venduto nel circuito illegale e fatto circolare anche su Internet. Si tratta del film di una coppia che si riprende mentre fa sesso. La donna, a quanto pare, sarebbe proprio Zahra Amir-Ebrahimi. Per questo l'attrice è stata convocata dalla polizia per essere interrogata. In un primo momento si era pensato a uno dei tanti filmati fatti di nascosto e venduti al mercato nero in cui vengono mostrate feste di personaggi famosi che violano i dettami della legge islamica. Poi però, sulla stampa e nei pettegolezzi tra amici, si è cominciato a parlare di immagini molto più esplicite, tali da distruggere la reputazione della ragazza coinvolta. Zahra ha allora reagito. In un'intervista all'agenzia Ilna ha negato di essere lei la protagonista e di avere tentato di suicidarsi. La magistratura ha detto di essere decisa ad andare fino in fondo per scoprire il responsabile della diffusione del video, che, secondo quanto ha detto il vice procuratore generale, Nasser Seraj, rischia per questo un anno di prigione. Ma in Iran è vietato anche il sesso al di fuori del matrimonio. E dunque rischiano molto anche il colpevole, che sembra proprio l'uomo ripreso nel filmato, sia la sua partner, chiunque essa sia. Il capo della polizia di Teheran, generale Radan, ha detto al quotidiano Etemad che il responsabile «è già stato identificato, ma non ancora arrestato». Questo perché, secondo il giornale, sarebbe riparato all'estero. E per lui il procuratore di Teheran, Said Mortazavi, avrebbe già chiesto un mandato di arresto internazionale all'Interpol.

venerdì, ottobre 06, 2006

Al mercato


Donna a Bandar Abbas

giovedì, ottobre 05, 2006

Le centrali aperte ai turisti?


Ai numerosi tesori architettonici e archeologici dell'Iran, come quelli che si trovano a Isfahan, Qom, Tabriz o Persepolis, visitati ogni anno da migliaia di turisti, presto si aggiungeranno attrazioni del tutto nuove, come le centrali nucleari e gli impianti per l’arricchimento dell’uranio. “I turisti stranieri possono visitare le installazioni nucleari iraniane. Il Dr. Ahmadinejad ci ha incaricato di studiare dei modi possibili per realizzare questo progetto” ha annunciato Rahim Mashaii, capo dell’Organizzazione Iraniana per il Turismo e il Patrimonio Culturale, Esfandyar. Il presidente iraniano Ahmadinejad, noto per le sue dichiarazioni spesso provocatorie, ha lanciato l’idea come un’ulteriore dimostrazione della trasparenza del programma atomico iraniano. BlogFriends

domenica, settembre 03, 2006

Pronto al negoziato


Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha confermato il rifiuto del suo governo di sospendere l'arricchimento dell'uranio come precondizione per i negoziati. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, in una conferenza stampa dopo un lungo colloquio con il presidente iraniano. «Il presidente - ha aggiunto Annan - ha comunque ribadito che il suo paese è pronto a negoziati per risolvere la questione». Il ministro degli esteri iraniano, Manucher Mottaki, parlando nella stessa conferenza stampa, ha tuttavia sottolineato che ogni accordo deve essere trovato nel «rispetto del diritto inalienabile di Teheran ad utilizzare l'energia nucleare», aggiungendo che la risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu il 31 luglio, che dava un mese di tempo a Teheran per sospendere l'arricchimento dell'uranio, è «illegale ed è stata adottata sotto le pressioni politiche degli Usa e della Gran Bretagna». Ahmadinejad ha detto che in ogni caso l'Iran offre pieno sostegno alle Nazioni Unite in Libano, ed è aperto a trattative anche sul problema del nucleare. Lo stesso Annan ha sottolineato la «disponibilità e la determinazione a negoziare e a trovare una soluzone per la crisi nucleare».

lunedì, luglio 24, 2006

La via diplomatica

Teheran è favorevole ad una "soluzione diplomatica" del conflitto tra Israele e Hezbollah e non intende inviare proprie truppe in Libano. Lo ha affermato il portavoce del governo iraniano Gholam-Hossein Elham. Elham ha detto che l'Iran sostiene "tutte le vie legali e diplomatiche" per la cessazione delle ostilità tra le parti.

In moto


Centro di Teheran: foto di Pino Scaccia

La guerra in Libano

Teheran - La linea ufficiale di Teheran dice che la Repubblica Islamica con questa guerra non c'entra. Per essere espliciti non sono iraniani i missili che cadono su Israele come invece sostengono Washington e lo Stato ebraico. E non importa se il presidente Mahmud Ahmadinejad in persona inneggia all'eroismo dell'Hezbollah, invita gli «israeliani a fare le valigie» e sostiene che lo Stato ebraico «ha ormai schiacciato il pulsante della sua autodistruzione». Non importa. È solo un «sostegno morale», spiegano i diplomatici di Teheran. Devono invece contare le assicurazioni del capo di Stato Maggiore, il generale Hassan Firouzabadi, «l'Iran non parteciperà alla guerra», e le prove di un coinvolgimento materiale dell'Iran. Prove che nessuno ha ancora mostrato. Unica falla, nella dichiarata neutralità militare di Teheran, è rappresentata da quelle due dozzine di «aspiranti martiri» andati in Libano per immolarsi contro i «diavoli sionisti». Volontari della Guerra Santa, ma precisa Mohammad Ali Samadi, portavoce del Quartier Generale per la Gloria dei Martiri, «senza alcun rapporto con l'Hezbollah e tantomeno con il governo iraniano». Andrea Nicastro Corriere.it

martedì, luglio 18, 2006

Stile islamico


Alcune modelle iraniane durante la sfilata "The women of my Land" che si è tenuta a Teheran. Le autorità locali vogliono diffondere anche con iniziative del genere l'idea di una donna che indossi abiti in linea con i valori islamici e contrari alle mode occidentali.