domenica, ottobre 28, 2007

Baradei: "Nessuna prova"

Il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) Mohammed Baradei ha detto oggi di non avere alcuna prova che l'Iran stia cercando di produrre un'arma nucleare. Baradei, in una intervista alla CNN, ha detto "di non avere alcuna informazione su un programma nucleare militare iraniano in corso in questo momento". Secondo Baradei le recenti prese di posizione americane sull'Iran "non fanno che gettare benzina sulle fiamme". Il direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha poi criticato Israele per il raid aereo sulla Siria dicendo che se Tel Aviv aveva informazioni su attività nucleari clandestine di Damasco avrebbe dovuto farle avere alla sua agenzia. Baradei, in una intervista alla Cnn, ha detto che "ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna informazione su presunte attività nucleari clandestine della Siria". "Non approvo il comportamento israeliano. Non è questo il modo di fare le cose. Esiste un sistema: se paesi hanno informazioni su un programma nucleare di altri paesi devono farcelo sapere - ha detto Baradei - Abbiamo l'autorità per inviare ispettori sul posto". "Prima bombardare e poi denunciare, come ha fatto Israele, non è la strada giusta - ha detto Baradei - Il risultato è di minare il sistema esistente e di non portare alcuna soluzione". Secondo i media Usa il raid aereo israeliano, effettuato con l'assenso degli Stati Uniti, avrebbe distrutto il 6 settembre scorso una installazione nucleare che la Siria stava costruendo con l'aiuto della Corea del Nord.

venerdì, ottobre 26, 2007

Rugby con il velo


Due giocatrici di rugby iraniane durante un allenamento nell'Azadi Stadium di Tehran. Nonostante le discriminazioni dell'Iran nei confronti delle donne, la passione femminile per questo sport si sta diffondendo molto.

giovedì, ottobre 25, 2007

Nuove sanzioni americane

Gli Stati Uniti hanno annunciato oggi nuove sanzioni contro Teheran designando le forze della Guardia Rivoluzionaria Iraniana, Al Quds, come responsabili della proliferazione di armi di distruzione di massa per il loro sostegno al terrorismo. Le misure restrittive annunciate dal Dipartimento di Stato e dal Tesoro, nel tentativo indurre Teheran a rinunciare al programma nucleare, riguardano oltre venti compagnie iraniane, banche ed individui, comprese le forze militari. Secondo quanto anticipato da New York Times e Washington Post queste sanzioni permetteranno alle autorità statunitensi di fare pressione anche su centinaia di compagnie estere che fanno affari con i militari iraniani. Le misure congelano ogni asset finanziario dei militari iraniani che si possa trovare negli Stati Uniti e di chiunque faccia affari con loro, spiega l'agenzia Bloomberg. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro Teheran sono contrarie alla legalita' internazionale.

mercoledì, ottobre 24, 2007

Le mani sporche di sangue


Mani sporche di sangue e slogan pacifisti hanno accolto il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, al suo arrivo al Congresso, a Washington, dove ha tenuto un intervento sulla situazione in Iraq, Iran e sul conflitto mediorientale. La dimostrante è stata subito allontanata ... gentilmente dalle forze di sicurezza dall'aula della Commissione esteri della Camera dove il segretario di stato ha parlato dei maggiori problemi internazionali, definendo la politica dell'Iran "forse la maggiore sfida" alla sicurezza degli Stati Uniti. La sequenza

martedì, ottobre 23, 2007

Negoziati a Roma

Said Jalili e Ali Larijani, il capo negoziatore iraniano sul nucleare e il suo predecessore, sono arrivati a Roma per colloqui cruciali con Javier Solana, responsabile della politica estera comune della Ue. E intanto un piccolo giallo è sorto sul ritorno in Iran del presidente Mahmud Ahmadinejad da una visita in Armenia, che secondo fonti della presidenza armena è stata inaspettatamente accorciata, mentre Teheran smentisce. L'incontro con Solana avviene tre giorni dopo la sostituzione di Larijani a capo dei negoziatori, per la quale l'Iran non ha fornito alcuna spiegazione. Solana rappresenterà nei colloqui tutto il gruppo dei 'cinque piu' unò, cioé Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania, che alla fine di novembre potrebbero decidere sanzioni pesanti contro Teheran nel caso non venissero ritenute soddisfacenti le informazioni fornite per fare piena chiarezza sul suo programma nucleare. L'incontro avviene una settimana dopo lunghi colloqui riservati avuti dal presidente russo Vladimir Putin a Teheran. Proprio per l'importanza del momento, secondo l'agenzia francese France Presse, che cita fonti diplomatiche, Ahmadinejad avrebbe accorciato la visita a Ierevan, che era in corso da ieri e avrebbe dovuto concludersi comunque oggi. Ahmadinejad, fanno notare fonti dell'ufficio stampa della presidenza armena, avrebbe dovuto visitare oggi il memoriale del genocidio armeno e la Moschea Blu di Ierevan, dopo avere incontrato ieri il presidente armeno Robert Kocharian. Ma secondo la France Presse avrebbe voluto rientrare prima del previsto a Teheran a causa della "situazione politica" interna e dei negoziati sul nucleare.Teheran ha smentito la circostanza. Mojtaba Samareh Hashemi, uno dei consiglieri più vicini ad Ahmadinejad, che lo accompagnava nel viaggio a Ierevan, ha affermato che "il presidente ha portato a termine il programma della visita ed è ripartito secondo i tempi prestabiliti".

domenica, ottobre 21, 2007

Ahmadinejad a New York


New York, 24 settembre 2007, al Continental, dove è scesa tutta la missione iraniana, il presidente Ahmadinejad riceve una delegazione di rabbini americani. "Sembra un paradosso - dicono - considerate le posizioni negazioniste ed anti israeliane dell'Iran, ma il rabbino Wiess è un antisionista, considera lo Stato di Israele un errore ed è di casa a Tehran" e così risponde alle domande di rito: "non è vero che il presidente Ahmadinejad neghi l'olocausto, è una bugia dei sionisti". C'è già chi ha detto che pensare che tutti gli ebrei siano sionisti è come pensare che tutti gli islamici siano talebani. E ancora, alla domanda - più che altro un'affermazione - "ma Tehran minaccia di distruggere israele?" Le prime parole del rabbino sono lapidarie: "non è vero" . Intervistato al Continental il presidente Ahmadinejad prende atto di essere arrivato a New york "in mezzo alle polemiche e alle proteste" e osserva: "siamo appena arrivati per partecipare all'Assemblea delle Nazioni Unite, siamo venuti qui in pace assieme a tutti gli altri capi di stato per scambiare e confrontare i nostri e i loro punti di vista". Poi, parlando della visita che avrebbe voluto rendere sul luogo degli attentati dell'11 settembre 2001, gli viene chiesto: "perchè vuole andare a Ground Zero? I parenti delle vittime la considerano un'offesa". E risponde: "voglio andare lì per rendere onore alle persone che lì sono state uccise e da lì lanciare se possibile un messaggio di pace per tutti gli essere umani, questo vorrei". (Tg3 e altro) Pipistro 24 settembre 2007

Truppe inglesi in territorio iraniano?

Le forze speciali britanniche sono entrate in Iran diverse volte negli ultimi mesi, nell'ambito di una guerra segreta combattuta al confine iraniano contro la Guardia rivoluzionaria iraniana al Quds. Lo riferisce oggi il domenicale britannico 'Sunday Times', che cita fonti della difesa di Londra.Ci sono stati inoltre almeno una mezza dozzina di intensi scontri a fuoco tra le forze speciali Sas e contrabbandieri di armi, al confine tra Iran e Iraq. I militari iraniani hanno anche sparato alcuni colpi di mortai in territorio iracheno. Un plotone delle Sas sta conducendo delle operazioni al confine iraniano nelle province di Maysan e Bassora con altre forze speciali australiane e statunitensi. L'obiettivo è quello di fermare il contrabbando di armi, in particolare di missili terra-aria e di componenti per la costruzione di ordigni.

sabato, ottobre 20, 2007

Said Jalili nuovo negoziatore


Il capo negoziatore iraniano sul nucleare, Ali Larijani, si è dimesso. Lo ha detto oggi il portavoce del governo, Gholamhossein Elham. "Larijani aveva già presentato diverse volte le dimissioni, ma solo ora il presidente Mahmud Ahmadinejad le ha accettate", ha detto Elham parlando all'agenzia ufficiale Irna. Il portavoce governativo non ha indicato alcun nome per la successione. Larijani, aveva fatto notare nei giorni scorsi la stampa iraniana, non era presente ai colloqui avuti dalla dirigenza iraniana il 16 ottobre con il presidente russo Vladimir Putin a Teheran. Lo stesso capo negoziatore sul nucleare aveva detto in seguito che Putin aveva presentato alla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, un "messaggio speciale" per cercare di risolvere il braccio di ferro con la comunità internazionale. Lo stesso Khamenei, citato dall'agenzia Irna, aveva detto che l'Iran avrebbe "studiato" le proposte di Putin. Le dimissioni di Larijani potrebbero essere quindi il segnale di una svolta nella politica iraniana. Lo stesso Putin, prima di arrivare a Teheran, aveva avuto colloqui con il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Dopo il ritorno di Putin da Teheran, il premier israeliano Ehud Olmert si è recato a Mosca per un incontro, al termine del quale si è detto "incoraggiato" in merito alla possibilità di risolvere la crisi iraniana.

NUCLEARE: IRAN, SAID JALILI NUOVO NEGOZIATORE (ANSA) - TEHERAN, 20 OTT - Said Jalili è il nuovo capo negoziatore iraniano sul nucleare al posto di Ali Larijani, di cui il governo ha annunciato oggi le dimissioni. Lo ha reso noto il portavoce dell'esecutivo, Gholamhossein Parham. In merito all'incontro già in programma il 23 ottobre a Roma con il responsabile per la politica estera comune della Ue, Javier Solana, il portavoce ha detto che la parte iraniana potrebbe essere rappresentata "o da Larijani, o da Jalili, o dai due insieme". Jalili è stato fino ad oggi vice ministro degli Esteri per gli affari americani ed europei

giovedì, ottobre 18, 2007

Arrestato giornalista dissidente

Il 14 ottobre, Emadeddin Baghi è stato arrestato dopo essere stato convocato per comunicazioni sulle nuove accuse nei suoi confronti. Secondo il suo avvocato, la prima sezione del tribunale rivoluzionario di Teheran, lo ha accusato di "propaganda contro il regime" e "pubblicazione di documenti governativi segreti ottenuto con l'aiuto di prigionieri reclusi per aver attentato alla sicurezza degli uffici speciali". Fervente militante contro la pena di morte in Iran, e vincitore nel 2005 del premio per i Diritti dell'Uomo della Repubblica francese, Emededdin Baghi era stato condannato nel 2000 a tre anni di carcere per "attentato alla sicurezza nazionale". Il 9 novembre 2004, era stato condannato a un anno di carcere duro per aver pubblicato un libro che accusava le autorità iraniane dell'assassinio di intellettuali e giornalisti nel 1998. Il giornale in cui lavorava, 'Jomhouriat', era stato proibito nel 2003. Il 31 luglio 2007, era stato condannato a tre anni di prigione con l'accusa di "azioni contro la sicurezza nazionale" e "pubblicità in favore degli oppositori di regime".

lunedì, ottobre 15, 2007

Putin a Teheran


Tutti i Paesi che si affacciano sul Mar Caspio, vicini quindi dell'Iran, devono impegnarsi a "non mettere a disposizione il proprio territorio in caso di aggressione ad un altro Stato", nel caso particolare proprio la Repubblica islamica. Lo ha detto oggi il presidente russo, Vladimir Putin. Putin è giunto a Teheran per un vertice dei cinque Paesi che si affacciano sul Caspio e per discutere con le autorità iraniane del braccio di ferro internazionale sul loro programma nucleare. Alla riunione partecipano, oltre alla Russia e all'Iran, il Kazakhstan, il Turkmenistan e l'Azerbaigian. Proprio a quest'ultimo Paese potrebbe essere stato diretto l'avvertimento di Putin. Secondo voci circolate sulla stampa russa, e smentite dalle autorità azere, gli Stati Uniti potrebbero negoziare una cooperazione con Baku per usare le strutture militari in quel Paese. Putin, il primo leader di Mosca a visitare l'Iran dopo Stalin nel 1943, è arrivato a Teheran nonostante presunte minacce terroristiche alla sua vita di cui aveva parlato due giorni fa l'agenzia russa Interfax, e che ieri erano sembrate poter mettere in dubbio il programma. Ma invece che ieri sera, come previsto in un primo momento, il presidente russo è sbarcato nella capitale iraniana soltanto stamane, immediatamente prima dell'inizio del vertice. Putin ha fatto appello ad una cooperazione tra i cinque Paesi proprio "per combattere il terrorismo e l'estremismo", con apparente riferimento all'attività di gruppi integralisti musulmani nel Caucaso e in generale in repubbliche ex sovietiche vicine.

sabato, ottobre 13, 2007

In attesa della festa



Teheran, in attesa della festa di Eid Al-Fitr

La fine del Ramadan



Una ragazzina iraniana partecipa alla preghiera nella Grande Moschea dell'Imam Khomeini a Tehran per la chiusura del Ramadan.

lunedì, ottobre 08, 2007

Studenti contro studenti

Studenti che gridavano 'morte al dittatore!' prima di un discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad nel campus dell'università di Teheran si sono scontrati oggi con studenti sostenitori di quest'ultimo. "Presidente rivoluzionario, noi ti appoggiamo", hanno risposto i filo-Ahmadinejad, che hanno cominciato a spingere e contrastare gli oppositori, secondo quanto riportano giornalisti della Reuters presenti.